STATUA IN BRONZO RAFFIGURANTE SAN GIULIANO DEI FIAMMINGHI
OPERA DI ALBERTO BERTUZZI
dall’originale ligneo di Jodocus Haerts

LA STATUA

La statua in bronzo raffigurante San Giuliano dei Fiamminghi che si trova sulla facciata della chiesa omonima a Roma, è opera dello scultore, pittore e storico dell’arte Alberto Bertuzzi.

L’antica statua che occupava il posto di quella attuale e che ora è custodita nel retro della chiesa, è attribuita allo scultore olandese Jodocus Haerts.

Van Haerts aveva scolpito la statua in legno di olmo e ne aveva coperto la superficie con uno strato di stucco composto da gesso, colla e polvere di bronzo, a rifinire aveva posto una patina di cera vergine.
È per la presenza della polvere di bronzo e per il colore dato da questo alla superficie della statua, che fu spesso creduta di bronzo.
Dal 1634, anno nel quale venne posta in opera, la scultura non venne più rimossa, né venne mai sottoposta a restauro.

Nel 1986 Mons. Werner Quintens, che all’epoca ricopriva le cariche di Cappellano di Sua Santità, Consigliere ecclesiastico presso la Santa Sede e Rettore del Collegio Belga, vedendo lo stato di deperimento nel quale versava la statua, ebbe il merito di sensibilizzare il Rettore della Chiesa, Mons. Joseph Devroede affinché si provvedesse a restaurare l’opera di Van Haerts.

La statua venne così rimossa e dato lo stato precario della scultura venne deciso di sostituirla con una nuova in bronzo.

L’incarico fu affidato ad Alberto Bertuzzi.

Mons. Quintens aveva conosciuto Bertuzzi in occasione del ritratto che quest’ultimo aveva eseguito per il Cardinale Joseph Höffner, Arcivescovo di Colonia e Titolare della Basilica di Sant’Andrea della Valle, che si trova a pochi passi dalla chiesa di San Giuliano.

Il Cardinal Höffner aveva offerto all’artista l’uso di un locale all’interno del complesso della basilica, per poterne fare il proprio atelier.

Ritratto del Cardinal Joseph Höffner, Arcivescovo di Colonia (olio su tela)

Per la Chiesa di San Giuliano dei Fiamminghi Bertuzzi aveva già scolpito i due leoni bronzei che fanno da supporto al dipinto su tavola raffigurante il Miracolo di San Giuliano, opera del pittore fiammingo Paul Bruylant, collocati sull’altare dei Santi Pietro e Paolo.

Leone rampante (bronzo)

Aveva inoltre disegnato il leone delle Fiandre, utilizzato ancora oggi per il timbro e il logo della Chiesa e Fondazione Reale Belga di San Giuliano dei Fiamminghi.

Timbro della Chiesa di San Giuliano
ospitaliere delle Fiandre

In occasione del restauro dell’opera di Haerts, l’esame della statua rivelò una particolare fragilità del legno e dello strato di stucco posto a rivestimento. Il legno risultava indebolito dagli agenti atmosferici e dall’azione di insetti xilofagi, mentre buona parte dello stucco si presentava in fase di distacco.
Questo stato dell’opera sconsigliò l’esecuzione di una copia effettuata attraverso un calco, dato il rischio concreto di fratture e possibili distacchi dello stucco e del  materiale ligneo. 

Alberto Bertuzzi fu quindi incaricato di eseguire un’opera ex novo.

Egli, nel rispetto dello stile barocco della facciata e della tradizione iconografica della chiesa, realizzò una statua in tutto simile a quella seicentesca. In confronto all’originale introdusse piccoli particolari e numerose rifiniture, mettendo in evidenza in special modo le simbologie tipiche del Santo.  Ne sono esempio i dettagli messi in rilievo della testa di leone posta sulla spalla destra, a richiamo del leone delle Fiandre, e quelli della testa di falco posta sull’elsa della spada, a ricordare la caccia con il falcone alla quale, come raccontato dalla leggenda, era dedito San Giuliano prima della sua conversione.
Differenze esistono anche in alcune misure, come ad esempio nell’altezza complessiva, che risulta leggermente superiore.

La scultura fu eseguita mediante la tecnica della fusione a cera persa.
Venne prima di tutto plasmata in argilla; dall’argilla si ottenne un calco in silicone e gesso, diviso orizzontalmente in due parti all’altezza della vita e in una terza parte per quello che riguarda il braccio sinistro. Dal calco furono ricavate quindi le tre parti in cera, che vennero poi rifinite e preparata per la fusione in bronzo. Effettuata la fusione, le tre parti vennero saldate e rifinite; da ultimo la superficie venne patinata in nero donatelliano, dando un colore quasi del tutto simile alla statua originale di Haerts.

La statua durante la lavorazione: rifinitura della cera (particolare della parte superiore)
La statua durante la lavorazione: rifinitura della cera (particolare della testa)
La statua durante la lavorazione: rifinitura del bronzo (particolare della testa)
La statua durante la lavorazione: rifinitura del bronzo (particolare della testa dal lato)

Il lavoro venne eseguito tra il 1987 e i primi mesi de1988 presso la Fonderia Artistica Anselmi di Roma e la statua venne collocata nella nicchia della facciata nella primavera del 1988.

Collocazione della statua nella nicchia della facciata
Posizionamento della statua
La statua di San Giuliano dei Fiamminghi

La realizzazione della statua da parte di Alberto Bertuzzi è documentata in:

  •  1000 jarr San Giuliano dei Fiamminghi, J. De Brabante, B. De Groof, J. Icks; (opera edita in occasione dell’anniversario dei mille anni dalla fondazione della chiesa), 1966 Roma. Pag. 32.
  • The churches of Rome 1527 – 1870, M. Erwee, London 2014. Vol. 1, Pag. 246.

www.albertobertuzzi.it